UN ANNO FA SCOPPIAVA L’EMERGENZA RANDAGI NEL RAGUSANO.
PER LAV, ENPA E LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE POCO O NULLA SI È FATTO DA ALLORA.
LA REGIONE SICILIANA NON HA VARATO “TASK FORCE” E SPESO NEMMENO UN EURO DEI CINQUE MILIONI STRAORDINARI PROMESSI PER LA PREVENZIONE. NESSUN INTERVENTO STRUTTURALE.
MA TUTTI I COMUNI E LE ASL DEVONO COMUNQUE ATTIVARSI E RISPETTARE I COMPITI DI LEGGE
Ad un anno dai tragici fatti di Modica e Scicli, le associazioni LAV, Enpa e Lega Nazionale per la Difesa del Cane denunciano che sono stati pochi o nulli gli interventi sul territorio per contrastare il randagismo nell’intera Sicilia, una regione dove il problema è gravissimo. Tutto è stato lasciato alla buona volontà del volontariato e a sporadiche iniziative di enti locali tranne che a Ragusa dove, nonostante la mancata assegnazione di fondi è stata possibile una continuativa collaborazione tra le Istituzioni e le Associazioni animaliste e dove l’iniziativa del Prefetto ha consentito di avviare il controllo del territorio.
Il tavolo tecnico regionale sul randagismo, invece, i cui obiettivi erano quelli di sviluppare una politica di prevenzione anche attraverso la sterilizzazione e uniformare le attività delle varie ASL, dopo le prime sedute non è stato più riunito. Le iniziative che erano state suggerite hanno spesso trovato la strada bloccata dalla difficoltà espressa dall’Assessore alla Sanità Massimo Russo nel reperire fondi speciali, dopo averli annunciati al Presidente Lombardo e al Sottosegretario alla Salute Martini nell’aprile 2009, 5 milioni di euro. Non c’è traccia della promessa “task force”, di “progetto pilota”, di intervento strutturale.
“Sviluppare una politica che preveda un piano di sterilizzazione dei cani randagi, l’adozione di un piano territoriale di interventi per la costruzione di rifugi sanitari, il risanamento delle strutture comunali esistenti, la predisposizione di ambulatori veterinari pubblici, l’adeguamento strutturale di rifugi già esistenti o la costruzione di nuove strutture gestite dalle associazioni per la protezione degli animali”, questo il positivo programma di un anno fa dell’Assessore Russo, concordato con il Ministero della Salute. Ma dalle parole, a Palermo, non si è passati ai fatti. A parte impegnare solo una parte dei normali fondi stanziati fra nazionali e regionali, in applicazione della legge sul randagismo.
LAV, Enpa e Lega Nazionale per la Difesa del Cane ritengono urgente e improcrastinabile affrontare in modo concreto il problema randagismo e necessario che ognuno dei soggetti istituzionalmente coinvolti nella prevenzione e soluzione agiscano secondo l’ambito di propria competenza, ma in maniera sinergica e attraverso una strategia comune e uniforme sul territorio regionale. Per questo motivo sollecitano la riconvocazione del Tavolo tecnico regionale e il tempestivo reperimento dei fondi necessari ad attuare programmi d’intervento e sollecitano i Comuni – responsabili del benessere animale e della corretta applicazione delle leggi - e le ASL a intraprendere piani periodici di microchippatura, sterilizzazione e seri controlli sull’obbligo di iscrizione in anagrafe, sensibilizzazione e educazione dei cittadini al corretto rapporto uomo-animale così come previsto dalla legislazione nazionale e regionale.
15 marzo 2010
Uffici Stampa Enpa, Lav, Lega nazionale per la difesa del cane
