Lettera dall’inciviltà

Anche ieri il quotidiano La Sicilia ci ha regalato un ottimo esempio di inciviltà, pubblicando, senza repliche, questa lettera, che potete vedere anche in pdf:

Randagi, problema grave

La nostra città vive sempre nell’emergenza perché i nostri politici e i nostri Uffici pubblici non lavorano bene e non programmano e non sono costanti nel gestire la cosa comune. Adesso su La Sicilia del 25 luglio leggo della “emergenza cani” alla Stazione di Catania. Già abbiamo recentemente avuto una turista tedesca aggredita da cani randagi, riportando gravi ferite e danni permanenti alla persona. Ad Acireale abbiamo avuto il terribile incidente del bambino recentemente ucciso da un branco di cani. Sussiste, dunque, un problema grave.

Ora con tutto il riguardo per gli animalisti, qui occorre decidere se siamo in grado, in un momento di grave crisi economica, di fare funzionare un servizio di “accalappia cani” e di decoroso ricovero degli animali in un sito comunale o, se vi è una associazione di animalisti che con i soldi dei soci e senza gravare su denaro pubblico, si accolli la cura di detti cani che potranno poi essere singolarmente affidati a famiglie amanti dei cani, le quali dovranno impegnarsi a curarli e farli uscire con guinzaglio e museruola, nonché dotando l’accompagnatore di paletta e sacchetto per raccogliere la cacca dei cani e portarla a rifiuto. Se non si trovano con prontezza soluzioni adeguate e definitive al problema della salute pubblica ,- così come ogni giorno, senza alcun disagio o senso di colpa, consentiamo che per alimentarci si uccidano migliaia di polli, conigli, pecore, capre, buoi e cavalli,- ritengo debba procedersi all’abbattimento dei randagi che vi sono in città e in provincia.

Ugo Monterosso

Abbiamo provato a rispondere, ma la nostra lettera non è stata pubblicata. Ve la proponiamo qui, nello spazio aperto del web, e vi invitiamo a protestare e rispondere anche voi scrivendo a cronaca@lasicilia.it la vostra opinione. Ecco il nostro testo:

In riferimento alla lettera firmata dal sig. Ugo Monterosso, pubblicata su La Sicilia del 28/07/09, la Sezione catanese della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, nel manifestare profondo stupore per le affermazioni contenute nella lettera, desidera chiedere al sig. Monterosso qualche chiarimento.

Prima di tutto ci spieghi  perché mai un’associazione animalista dovrebbe “con i soldi dei soci, e senza gravare sul denaro pubblico” risolvere un problema annoso come quello del randagismo, generato principalmente dalle migliaia di cittadini incivili che si sbarazzano di un cane come fosse un sacco di immondizia, sostituendosi alle Istituzioni preposte che in materia hanno compiti ben precisi definiti da tutte le normative nazionali e regionali.

E poi ci dica, con la massima sincerità: ma Lei dove vive?

Perché se è cittadino italiano, dovrebbe sapere che la L. 281/91, all’art. 2 comma 2 recita: ”I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture (…) non possono essere soppressi.” Sempre nel caso in cui fosse di nazionalità italiana, al sig. Monterosso si segnala che l’art. 544-bis del Codice Penale sottolinea che “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi”. Qualora il sig. Monterosso fosse siciliano, di certo gli interesserà sapere che la L.R. 15/2000 all’art. 15 comma 9 ribadisce che “I cani catturati, i cani abbandonati ed i cani ricoverati nei rifugi sanitari possono essere soppressi soltanto nei casi previsti dagli artt. 86,87 e 91 del D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320” che non citiamo per esteso per non annoiare i lettori.

E infine se, come sembra, il sig. Monterosso è catanese, lo ringraziamo per aver dipinto la nostra città come un’isola felice dove l’unico rischio per l’incolumità pubblica è costituito dai cani, perché ciò significa che a Catania non c’è mafia, non c’è delinquenza, né pedofilia, né droga, né prostituzione, non c’è corruzione, né usura, né estorsione e così via.

Comunque sia, magari qualche Comune all’avanguardia farà tesoro dei suoi suggerimenti, e istituirà dei macelli per cani dove ogni giorno si possano abbattere migliaia di soggetti per far contento chi, come Lei, si vanta di essere indifferente all’uccisione di polli, conigli, pecore, capre, buoi e cavalli “senza alcun disagio o senso di colpa”. E forse un giorno nei banconi del supermercato troveremo la carne di cane, finalmente nobilitato dal suo utilizzo alimentare da parte dell’uomo.

Ma, ci consenta, dopo tanto farneticare un dubbio sorge spontaneo: che Lei sia un cinese sotto mentite spoglie?

About the Author

La Sezione di Catania della Lega Nazionale per la Difesa del Cane opera sul territorio – senza percepire contributi dalle istituzioni – occupandosi di sterilizzazioni, monitoraggio dei branchi, educazione zoofila e casi di maltrattamento e collabora con gli Enti pubblici e con le Forze dell’ordine affinché vengano rispettate le normative che tutelano i diritti degli animali.