Interrogazione del Senatore Garavaglia

Un primo riscontro per il progetto elaborato a un tavolo di lavoro del Ministero al quale hanno partecipato, oltre alla Lega Pro Animale di Dorothea Friz e ai rappresentanti delle regioni Marche, Lazio, Toscana, Umbria, Campania, anche i rappresentanti di ENPA, LAV e Lega Nazionale per la Difesa del Cane che hanno dato il loro assenso all’adozione di tale sistema.

L’interrogazione di seguito, pubblicata il 2 marzo 2010, è conseguente al progetto del Ministero della Salute di permettere le esportazioni inserendole nel sistema TRACES (sistema usato per i trasporti commerciali), è stata presentata al Ministro della Salute dalla senatrice Maria Pia Garavaglia, ex-Ministro della Sanità e promulgatrice nel 1993 della circolare che intendeva porre un freno alle ambigue esportazioni di cani e gatti dall’Italia ai Paesi del Nord Europa.

Ciò è stato concordato prima della conclusione della raccolta nazionale di firme della campagna “Ti deporto a fare un giro” contro le deportazioni di animali all’estero, campagna lanciata dallo stesso ENPA e appoggiata dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02778

Atto n. 4-02778

Pubblicato il 2 marzo 2010
Seduta n. 343

GARAVAGLIA – Al Ministro della salute. -

Premesso che:

in Italia esiste una rigorosa e completa legislazione a tutela degli animali, con particolare attenzione agli animali da compagnia, quali i cani e i gatti;

grazie al proficuo lavoro dei Nuclei antisofisticazioni e sanità dell’Arma dei Carabinieri, cui va rivolto un forte apprezzamento ed appoggio, sono state compiute decine di brillanti operazioni che hanno impedito il compiersi di gravissimi atti ai danni degli animali;

è però giunta notizia, da alcune associazioni votate alla tutela di cani e gatti, che il Ministero della salute rischia di agevolare il turpe commercio di cani randagi (destinati a Paesi del nord Europa) che andrebbero ad ingrossare enormemente le fila delle migliaia di cani che ogni anno vengono destinati alla vivisezione ed ad altri scopi illeciti;

è stato infatti reso noto che il Ministro in indirizzo avrebbe in progetto di approvare un protocollo per la “Movimentazione di cani dai canili rifugio per pratiche di adozione internazionale”, per creare una tracciabilità per i randagi prelevati da canili e rifugi italiani e destinati ad adozioni internazionali, soprattutto in Germania e Svizzera; tuttavia, tracciare i cani in partenza dall’Italia fino al Paese di destinazione è operazione del tutto inutile se, una volta giunti a destinazione, non vi sono più obblighi di ulteriore tracciabilità o se comunque manca la possibilità di verificare successivamente la reale destinazione degli animali stessi;

considerato inoltre che:

in Paesi, quali la Germania, non esiste una anagrafe canina pubblica, qualsiasi cane che giunga in uno di questi Paesi – ancorché “tracciato” alla partenza e nel primo luogo di arrivo all’estero – non sarà ulteriormente reperibile dopo le successive cessioni;

in ogni caso, una volta giunti oltralpe, gli animali sono sottoposti alla legge territoriale ivi vigente, con sottrazione delle tutele e le salvaguardie conquistate e garantite in Italia;

i canili tedeschi hanno ampiamente superato la capienza massima (così come denunciato da numerose associazioni tedesche nonché dagli stessi veterinari tedeschi);

negli ultimi anni si è notevolmente intensificato il commercio di gatti e cani randagi, in particolare verso la Germania e l’Europa del Nord: gli animali vengono prelevati in Italia, Grecia, Turchia, Spagna, Europa dell’Est, Asia, Africa del Nord e isole mediterranee, con promesse di meravigliose adozioni; di fatto però la destinazione finale di ogni singolo animale rimane segreta e, comunque, non verificabile (adducendo anche motivi di privacy);

detto commercio ha assunto dimensioni mondiali e in Germania affluisce, ogni anno, una quantità di cani assolutamente incompatibile con qualsivoglia reale pratica di adozione internazionale;

alcuni Stati, quali ad esempio la Grecia, consapevoli delle reali finalità che si mascherano dietro alle millantate pratiche di adozione internazionale, si sono fermamente opposti a detto traffico, imponendo la rigida applicazione delle norme nazionali di tutela degli animali;

è altresì nota la necessità di impiegare, in ambito di ricerca, ogni tipologia di razza animale, compresi i meticci;

sul mercato dei laboratori farmaceutici, il prezzo di acquisto di un gatto adulto è superiore a 500 euro, per un cane adulto è superiore a 1.000 euro, mentre un cane randagio viene prelevato a costo zero e commercializzato a prezzi decisamente inferiori;

tale interesse commerciale è in grado di realizzare una ramificata organizzazione criminosa con fini esclusivamente lucrosi, ancorché spesso falsamente ammantata da sentimenti filo animalisti;

detta organizzazione criminosa è altresì in grado di utilizzare la collaborazione o di sfruttare la buonafede di molte organizzazioni animaliste, italiane ed internazionali, le quali più o meno inconsapevolmente contribuiscono a realizzare detti turpi profitti;

è altresì noto che per il progetto “Reach” verranno testate o ritestate, in 10 anni, circa 100.000 sostanze e composti chimici, con la previsione di utilizzare, allo scopo, milioni di animali,

si chiede di sapere:

quali interventi il Ministro in indirizzo intenda realizzare, o abbia già realizzato, per richiamare le Regioni ed i Comuni alla puntuale e rigorosa applicazione della legislazione italiana in tema di tutela degli animali e di randagismo;

se non ritenga altresì necessario soprassedere all’approvazione del citato protocollo, in quanto strumento che, se attuato, finirebbe per distruggere il senso stesso di una legislazione a tutela degli animali.

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La Sezione di Catania della Lega Nazionale per la Difesa del Cane opera sul territorio – senza percepire contributi dalle istituzioni – occupandosi di sterilizzazioni, monitoraggio dei branchi, educazione zoofila e casi di maltrattamento e collabora con gli Enti pubblici e con le Forze dell’ordine affinché vengano rispettate le normative che tutelano i diritti degli animali.