Ogni giorno siamo costretti a leggere storie di animali seviziati, maltrattati, oltraggiati e quasi non ci stupiamo più di fronte alla ferocia di cui può essere capace il genere umano. Ma ogni volta non possiamo evitare di chiederci: perchè?
La storia di Gulliver è una delle tante che cominciano con un abbandono. Qualcuno – non si sa chi nè quando, come sempre – ha visto un’auto fermarsi e una persona scendere e scaricare un cane dentro un cassonetto dell’immondizia, probabilmente per evitare che potesse correre dietro alla macchina. E Gulliver di colpo è diventato un randagio, uno dei tanti che popolano la nostra provincia. Ma lui era abituato agli umani. Così abituato da non riuscire a farne a meno e da cercare in ogni passante un amico, una carezza, un po’ di cibo. Ha vagato per qualche settimana tra le strade di Milo, paesino alle falde dell’Etna, rimediando un po’ di pappa e qualche coccola, provando a seguire i passanti nella speranza che qualcuno si accorgesse di lui, e suscitando fastidio nelle persone che non vogliono cani tra i piedi.
Finchè la sera del 2 Novembre qualcuno decide che quel randagio dalle lunghe zampe deve essere eliminato, e sceglie il metodo che ritiene più immediato: gli spacca il cranio e lo lascia sulla piazza in un lago di sangue. Tra le persone che si radunano nessuno ha visto niente, molti lo credono morto, altri non hanno il coraggio di toccarlo. Poi per fortuna arrivano le persone giuste che si rimboccano le maniche e lo soccorrono. Bisogna far presto, non c’è tempo di fotografare o discutere.
Quando Gulliver arriva al Centro Veterinario Giarre la situazione è disperata. Viene operato subito, ma nessuno sa se il cane potrà riprendersi. E invece passano i giorni e lui mostra di voler vivere a dispetto di chi lo ha abbandonato e di chi lo ha ridotto in fin di vita. Dopo i primi giorni in cui viene tenuto sotto costante sedazione perchè il dolore sarebbe insopportabile, comincia a dare segni di ripresa. Le funzioni vitali sono buone e non ci sono deficit sensoriali. Gulliver vuole farcela. Attualmente è ricoverato nella stessa clinica e ogni giorno riceve la visita delle persone che gli hanno salvato la vita.
La strada per la guarigione è ancora lunga e le spese si sommano ogni giorno. I volontari hanno già pagato 200 euro per il primo intervento, e ogni giorno tra le spese di ricovero e quelle dei vari farmaci se ne spendono circa 70. Per questo la nostra associazione ha deciso di mettere a disposizione il proprio conto corrente per quanti volessero aiutare Gulliver nella sua battaglia verso una nuova vita.
PER EFFETTUARE UNA DONAZIONE: IBAN: IT55U0316501600000011485712
oppure utilizzare il pulsante “sostienici” che troverete sul sito e sulla nostra pagina di Facebook. Ricordiamo di specificare nella causale “per Gulliver”. Per chi volesse donare farmaci, a breve verrà pubblicato l’elenco completo di quelli che servono.
E poi verrà la parte più importante: una famiglia vera che lo accolga e gli faccia dimenticare l’incubo che ha vissuto. Una famiglia che lo ricopra di coccole e attenzioni, che ne rispetti la natura e che non se ne separi mai. MAI.



