Abbiamo ricevuto stamattina una mail che ci segnalava dei cani avvelenati a Piedimonte, con un polemico ringraziamento alla nostra associazione, come se la responsabilità della loro morte fosse da imputare al mancato intervento dei nostri volontari. Fermo restando che le Associazioni animaliste non possono e non devono sostituirsi alle istituzioni preposte, e che siamo in attesa di riscontrare i risultati del Progetto della Provincia per contrastare il randagismo, noi interveniamo nel maggior numero possibile di casi, ma la nostra disponibilità di spazio e di denaro non è indefinita né infinita.
Non possiamo e non vogliamo sentirci in colpa per la mancata applicazione delle norme a tutela degli animali, per le difficoltà dei singoli casi, per le omissioni e le inadempienze dei comuni che fino ad ora hanno tergiversato. È ovvio che tutto questo ci dispiace e ci amareggia, e che non vorremmo mai assistere a spettacoli del genere; ci auguriamo che sia stata fatta una denuncia, seppure contro ignoti, e che il comune di Piedimonte Etneo abbia già attivato tutte le procedure previste dall’Ordinanza Ministeriale del 14 gennaio 2010 (proroga e modifica dell’Ordinanza 18/12/2008, come modificata dall’Ordinanza 19 marzo 2009) per l’invio dei corpi all’istituto zooprofilattico e la bonifica dell’area interessata dagli avvelenamenti. Ricordiamo inoltre che l’uccisione di animali è punibile in base alla legge 189/2004.
Per gli esseri che hanno compiuto questo gesto inqualificabile, e che definire umani sarebbe un complimento, proviamo solo compassione e disprezzo, vergognandoci di appartenere alla loro stessa specie.
