Quella di Nerone è una storia invisibile. Sin dall’inizio, quando a Pedara era solo e spaventato in una piazzetta, molta gente gli passava accanto ma nessuno lo accoglieva. Era lì da giorni, in tanti lo segnalavano, ma poi passavano oltre. Spaventato, sporco, avvilito.
E quando lo recuperammo era agitato, un po’ scontroso, impaurito. Ma in un attimo riprese fiducia, si fece mettere il guinzaglio, passeggiò fino a casa di una volontaria. Aveva un problema a una ghiandola lacrimale, troppo sporco e troppa solitudine avevano causato un’infezione. E venne curato.
Allegro come un cucciolo ma educato come un adulto, buono con tutti, non faticò a conquistare tutti i volontari, ma alle giornate di adozione veniva ignorato: tutti cercavano il cucciolino, piccolo d’età e di stazza. E i giorni passavano.
A inizio novembre cominciò a manifestare qualche sintomo di quella malattia che molti di noi conoscono. E dopo il sospetto la conferma: il piccolo Nerone ha la leishmania. Nerone è già in cura, con affetto e dedizione, ma nulla per lui sarebbe meglio di essere curato in famiglia, al caldo di una casa, con la dolcezza di una famiglia amorevole.
Noi non vogliamo che resti invisibile, ma che trovi la famiglia che saprà vedere quanto è perfetto, e dolce, e affettuoso. Che sappia andare oltre la malattia, guardarlo negli occhi e non lasciarlo più.
Nerone ha bisogno di tutti noi.
