Sofia

SofiaI nostri sguardi si sono incrociati durante un convegno animalista un anno fa. Era una cucciola di 3 mesi, una come tanti, solo che … non si muoveva dalla sua cesta. Incuriosita da tanta docilità mi sono avvicinata, l’ho accarezzata, e lei mi ha offerto una slinguatina senza troppa convinzione. E senza muoversi.

Era spaventata dalla confusione e stanca dal viaggio in macchina: veniva da Ragusa ed era diretta ad un canile della provincia di Enna. Ancora non capivo il perché della sua immobilità, ma cominciavo a notare gli sguardi speranzosi delle tante persone che si accalcavano intorno a noi e sembravano attendere da parte mia un cenno di assenso o di tenerezza.

E finalmente qualcuno mi ha spiegato la situazione: la cagnetta era paralizzata, forse a causa di un incidente stradale, si era trascinata finchè aveva potuto e si era fermata proprio lungo i binari della ferrovia rischiando di essere travolta da un treno in corsa. Era stata soccorsa e visitata, ma i veterinari non avevano dato speranze che si potesse rialzare; e così la sua unica prospettiva era il canile.

Mentre ascoltavo la sua storia, Sofia continuava a guardarmi senza muoversi, e nei suoi occhi vedevo passare la gioia di vivere di un cucciolo e la rassegnazione di chi si è arreso ad una condizione innaturale. Mi chiedevo come avrebbe fatto a vivere in un canile dove, per quanto ben accudita, strisciando su superfici ruvide le sue zampette si sarebbero riempite di piaghe e, non avendo il controllo degli sfinteri, le mosche sarebbero state attratte dai suoi bisognini e avrebbero deposto nelle sue piaghe le loro larve maledette.

Mi chiedevo come avrebbe potuto superare l’inverno, e poi come avrebbe affrontato l’estate, e ancora come avrebbe potuto difendersi dalle eventuali aggressioni di altri cani… E poi, senza chiedermi come avrei fatto ad occuparmi di lei avendo già parecchi animali, ho deciso in un attimo: ho caricato la sua cesta in macchina e l’ho portata a casa. All’inizio non volevo arrendermi all’evidenza e ho consultato due specialisti diversi. Ma la diagnosi purtroppo era la stessa: frattura vertebrale con interruzione del midollo spinale. Quindi, paralisi irreversibile del treno posteriore.

Sofia non sembrava farsene un problema: superato il dolore della frattura cominciava a spingersi saltellando, poi a muoversi sempre più speditamente fino a sviluppare la muscolatura anteriore e riuscire anche a correre. A questo punto era pronta per il carrellino, e in pochi giorni eccola scorrazzare in giardino insieme agli altri cani! Ma i problemi non sono finiti, e penso che non finiranno mai. Perché Sofia ha sviluppato un pessimo carattere: è attaccabrighe con gli altri cani, territoriale in modo esasperato e odia qualsiasi persona venga a trovarci.

Abbaia incoercibilmente contro qualunque cosa si muova davanti a lei, è viziata ed egocentrica, disobbediente e testarda. Ma quando siamo sole sa essere così tenera da farsi perdonare qualunque marachella, e mi guarda con una tale adorazione da farmi sciogliere ogni giorno. E quando corre per il giardino facendo a gara con gli altri cani, ha proprio l’espressione di chi è felice e si diverte un mondo…

Flavia Curcio

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La Sezione di Catania della Lega Nazionale per la Difesa del Cane opera sul territorio – senza percepire contributi dalle istituzioni – occupandosi di sterilizzazioni, monitoraggio dei branchi, educazione zoofila e casi di maltrattamento e collabora con gli Enti pubblici e con le Forze dell’ordine affinché vengano rispettate le normative che tutelano i diritti degli animali.