Quando fu soccorso, Bazzi non era altro che un mucchio di pelo sporco che ricopriva ferite e piaghe orribilmente profonde. Aveva un’anca lussata e diverse fratture sparse. Non poteva muoversi, e le larve di mosca lo avevano già ricoperto.
Era già molto anziano, e questo non agevolava la sua guarigione. Ma oltre al catetere, alle flebo, ai bendaggi e alle punture c‘erano anche le coccole, la pappa buona e finalmente una casa: tutte cose che lui non aveva mai avuto.
E finalmente, dopo quattro mesi di cure (e di mal di schiena di chi lo curava) Bazzi ha ripreso a camminare. Come un vecchietto, con un’andatura tutta sua, ha trascorso un altro anno finalmente al riparo e continua serenamente la sua vita… in barba a chi voleva farlo sopprimere!
È sereno, gioca con gli altri cani, e diventa matto come un cucciolone quando sente una cagnetta in calore. Ha sopportato le cure con stoica pazienza, e ha imparato che la mano dell’uomo si avvicina anche per accarezzarlo: cosa che, più di ogni altra, lo manda in estasi.
